domenica 27 maggio 2007



Nonna, so come si fà l'amore!

Un giorno, in un desolato paesino del Brasile, un bambino disse questa frase alla sua nonna, lasciandola letteralmente senza parole.
E' questa la frase che ha colpito anche noi mentre guardavamo l'ormai famoso documentario della BBC riguardo le accuse contro la Chiesa e il Vaticano circa i preti pedofili di tutto il mondo: Sex Crimes and Vatican.

Il video è stato trasmesso l'autunno scorso ma in Italia non se ne è neanche mai parlato.
Fiducia nella libertà della Rai e prese di posizione contro ogni censura preventiva, da una parte, cui, dall'altra, si risponde con una levata di scudi, per impedire la messa in onda dell'inchiesta.
Michele Santoro ha chiesto la messa in onda del documentario è l'ha ottenuta per il 31 maggio durante la sua trasmissione "Anno Zero", dopo che la sanguisuga Beppe Grillo l'aveva già pubblicato un paio di giorni prima sul suo blog delle censure.

Interessante notare come Google e la sua acquistata Youtube abbiano rimosso il video, pare perché violi i diritti d'autore.
Per fortuna è possibile ancora visionarlo su alcune piattaforme e rintracciabile nelle reti P2P.

Naturalmente, a eccitare gli animi, in questo momento già caldo dei rapporti tra Stato e Chiesa, è che ben si conosce la posizione durissima del Vaticano su quell'inchiesta Bbc, che, tra l'altro, accusa l'allora cardinal Ratzinger, oggi Papa Bendetto XVI, di essersi dato da fare per coprire tutto.

Santoro ha solo confermato di aver compiuto la necessaria trafila burocratica Rai per comprare e poi trasmettere l'inchiesta, ma questo è bastato per far scattare le polemiche: lui dichiara che si aspetta gli arrivi l'Ok definitivo, visto che non ha bisogno di permessi per questo tipo di acquisti.

Mario Landolfi, con al forza del suo ruolo di presidente della commissione di Vigilanza invita il direttore generale Cappon a non aderire alla richiesta.
E' circolata anche la voce che Santoro avesse avuto il via libera da Antonio Di Bella, direttore del Tg3 che ha la vigilanza su Annozero, solo però relativamente alla par-condicio in questo periodo pre elettorale, visto che non se la è voluta prendere Mauro Mazza, direttore del Tg2, cui sarebbe spettata per contiguità di rete.
Il nulla osta quindi non riguarda contenuti e giudizio sull'opportunità di trasmettere il servizio Bbc, ma solo il fatto che questi non influisce sugli equilibri della nostra par-condicio.

Una valutazione editoriale se la può assumere solo il direttore generale Claudio Cappon, che si troverà quest'altra grana, di ritorno da Nairobi, dove venerdì si è inaugurata una sede Rai, alla vigilia anche dell'assemblea che dovrebbe revocare il consigliere Petroni.
"Un'evidente ragione di opportunità dovrebbe consigliare al direttore Cappon di non aderire all richiesta di Santoro", afferma Landolfi, aggiungendo ironico: "gli lasci pure la palma del martirio, ma eviti di trasformare il Servizio pubblico in un plotone mediatico di esecuzione pronto a far fuoco sulla Chiesa e sul Papa", definendo calunniosa e lacunosa la ricostruzione dei fatti realizzata dalla Bbc.
A tal proposito facciamo riferimento all'esistenza di un comitato per il vaglio delle notizie da diffondere in Rai (altrimenti detto Organo di Censura), simile alla passata "Inquisizione".
Come in ogni regime dittatoriale, un sistema va controllato e, qualora eventuali focolai venissero a galla, devono essere prontamente estirpati.
Questa è democrazia, libertà? O forse una dittatura?

Più perentorio Marco Satderini (Udc), consigliere Cda Rai: "Mi batterò per impedire a tutti costi la messa in onda, che sarebbe solo un attacco volgare e inaccettabile al Papa".

Naturalmente la risposta, a sinistra, non si fa attendere e Russo Spena e Migliore del Prc in Vigilanza affermano che "é grave esortare Cappon alla censura preventiva" e aggiungono che "parlare di questo fenomeno, da parte della Rai, è normale" e che se si dovessero "accettare imposizioni dalle autorità ecclesiastiche sarebbe davvero un fatto gravissimo".

E' con loro il consigliere Cda Sandro Curzi, che ricorda la serietà della Bbc, sempre invocata a modello nel nostro paese, e annota che "il tema è delicato, ma l'importante è che il servizio sia serio", aggiungendo che quel che è successo negli Usa a proposito dei preti pedofili "é ormai di pubblico dominio".
Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, da parte sua richiama al rispetto delle regole e ribadisce che "non esistono argomenti che non si possono trattare".

Il Crimen Sollicitationis
Il documentario del programma della Bbc Panorama ritorna su un documento segreto, il Crimen Sollicitationis, diffuso nel 1962 dalla Santa Sede a tutti i vescovi, che prova il sistematico insabbiamento dei casi di abusi sessuali su minori perpetrati da preti cattolici.
Per più di 20 anni, sostiene l’inchiesta, il Cardinale Joseph Ratzinger, oggi Papa, sarebbe stato garante dell’applicazione di quelle severe direttive che regolamentavano il modo in cui i vescovi dovevano comportarsi di fronte alle accuse di abusi su minori e non di cui venivano investiti i preti.
Nel documento, di cui si è occupato anche uno speciale di RadioRadicale.it, si dettava uno scrupoloso codice di segretezza a cui attenersi, pena la scomunica, al fine di nascondere questi casi alla giurisdizione civile. (Il documento era applicato anche sotto il pontificato di Wojtyla).

Padre Tom Doyle, ex consulente di diritto canonico che sostiene di essere stato licenziato dal Vaticano per le critiche alla gestione di questi casi, ha interpretato il documento, a suo avviso «indicativo di una politica mondiale di segretezza e controllo assoluti su tutti i casi di abusi sessuali commessi dal clero».

Nel testo è «esplicito» l’approccio del Vaticano, sostiene: insabbiare i casi e punire chi avesse portato alla luce questi crimini.

Vi è scritto chiaramente che il Vaticano rivendica a sé il controllo di queste situazioni e che «tutto ciò che gli importa è contenere e controllare il problema».
In nessun documento si accenna ad aiuti per le vittime, osserva Doyle.
Anzi, denuncia, «la sola cosa che si dice è che possono essere intimidite, o punite per aver parlato o rivelato ciò che gli è accaduto».
Tutto avveniva sotto il controllo diretto del Vaticano e Ratzinger, che è stato ai vertici della Chiesa per la maggior parte degli anni in cui il Crimen Sollicitationis è stato applicato, e che ha elaborato il documento successivo, oggi è Papa.
Ciò vuol dire, conclude Doyle, che questa politica, questo approccio sistematico, «non sono cambiati».

«Un domani il Papa potrebbe alzarsi e dire», auspica Doyle: “Ecco la nostra politica: piena ammissione dinanzi alle autorità civili, assoluto isolamento e licenziamento di tutti i preti riconosciuti colpevoli, trasparenza assoluta, completa apertura su tutte le questioni finanziarie, togliere tutti gli ostacoli ai procedimenti legali e collaborare pienamente, dovunque, con le autorità civili”.

L’arcivescovo di Birmingham, Vincent Nichols, ha replicato alle accuse sostenendo che il documentario della Bbc «distorce due documenti vaticani e li usa in modo fuorviante per collegare gli orrori degli abusi sui minori alla persona del Papa».

Da un articolo del corriere della sera del 21 settembre 2005 riportiamo:

Preti pedofili, Usa non coinvolgono il Papa
Il vice ministro della Giustizia blocca il procedimento contro Benedetto XVI per il documento «Crimen Sollicitationis»

ROMA - La Corte Distrettuale del Texas non si è ancora pronunciata in merito alla procedura giudizaria civile presentata contro Papa Benedetto XVI, accusato di complotto per coprire le molestie sessuali contro tre ragazzi da parte di un seminarista: ma dopo l’intervento dell’Amministrazione Bush è assai probabile che la denuncia venga respinta.
Il vice ministro della Giustizia degli Stati Uniti, Peter Keisler, ha infatti bloccato la procedura giudiziaria ricorrendo alla cosiddetta "suggestion of immunity", una misura legale che stando a quanto stabilito dalla Corte Suprema dev’essere obbligatoriamente recepita dai tribunali di grado inferiore.
Keisler ha ufficialmente informato il tribunale che Benedetto XVI gode di immunità come Capo di Stato, sottolineando dunque che avviare il procedimento sarebbe «incompatibile con gli interessi della politica estera degli Stati Uniti», che dal 1984 hanno allacciato rapporti diplomatici con la Santa Sede.
La stessa Ambasciata del Vaticano a Washington aveva chiesto all’Amministrazione di intervenire con la "immunity suggestion" e chiudere il caso.

Nel corso del mese di agosto, Daniel J. Shea, l’avvocato americano che aveva citato in giudizio il Pontefice quando era ancora Cardinale, era venuto a Roma su invito del partito Radicale; in quell’occasione aveva auspicato che George W. Bush non concedesse l’immunità diplomatica a Papa Benedetto XVI nell’ambito del procedimento - civile, non penale - aperto in Texas.
Lo scomodo caso era approdato infatti anche sul tavolo del presidente degli Stati Uniti.
Insieme a Joseph Ratzinger, nel procedimento aperto nel gennaio 2005 sono citati l’arcivescovo di Galveston, monsignor Joseph Fiorenza e i sacerdoti Juan Carlos Patino Arango e William Pickard.

Patino, colombiano di nascita, è attualmente latitante ed era stato accusato da tre giovani che frequentavano la chiesa di San Francesco di Sales, a Houston: le molestie risalirebbero alla metà degli anni Novanta, e contro il seminarista è stato aperto un procedimento penale.
Le accuse mosse a Ratzinger riguardano invece un documento emesso nel 1962 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede: una "Istruzione" dal titolo "Crimen Sollicitationis", che sanciva la competenza esclusiva della stessa Congregazione su alcuni gravi delitti, secondo quanto stabilisce il Codice di Diritto Canonico, tra cui «la violazione del Sesto Comandamento (Non commettere atti impuri) da parte di un membro del clero con un minore di 18 anni».

Inquadramento assurdo, secondo l’avvocato Shea, visto che a differenza degli altri delitti (dalla violazione del sigillo sacramentale a quelli contro il sacramento eucaristico) la pedofilia «è un reato, non un peccato».

Secondo il Vaticano il documento "Crimen Sollicitationis" sarebbe decaduto, ma secondo Shea non è così: l’avvocato aveva citato una lettera del 18 maggio 2001, di cui era giunto in possesso, firmata da Ratzinger e dall’arcivescovo Tarcisio Bertone, all’epoca segretario dell’ex Sant’Uffizio, in cui si parlava del documento del 1962 «in vigore fino ad oggi».

E’ sulla base di questa lettera che Shea aveva accusato Ratzinger di aver "coperto" le molestie sessuali su minori: «Questo documento dimostra l’esistenza di una cospirazione per nascondere questi delitti».

Un’accusa «individuale, non legata alla funzione di Prefetto della Congregazione ricoperta da Ratzinger» secondo Shea.
L’avvocato aveva raccontato che in un primo tempo Ratzinger non aveva risposto alle accuse, ma quando il processo ha preso il via, gli avvocati del Cardinale - a quel punto divenuto Papa, il 19 aprile scorso - avevano richiesto al Governo degli Stati Uniti l’immunità riservata ai capi di Stato.
Il coinvolgimento di esponenti delle gerarchie cattoliche nelle inchieste giudiziarie sulla pedofilia non è insolito, ma di norma i procedimenti giudiziari non potevano essere avviati perché era impossibile consegnare agli accusati i documenti legali necessari: la denuncia contro Ratzinger è invece potuta andare avanti perché l’allora Cardinale ricevette personalmente l’atto di accusa.

In agosto, Shea aveva dichiarato che in caso di concessione dell’immunità avrebbe dato battaglia: in primo luogo, perché all’epoca dei fatti contestati Joseph Ratzinger era un semplice cardinale, e poi perché "riconoscere la Santa Sede come uno Stato sarebbe una violazione della Costituzione statunitense", in particolare della "establishment clause" che proibisce leggi che proteggano in modo speciale confessioni o organizzazioni religiose.

Non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere!

Riportiamo di seguito il video Sex crimes and Vatican, ancora reperibile su Alice.it.



Sex Crimes and vatican sott italiano parte1
Caricato da LucaCmn




Sex crimes and vatican sott Italiano parte2
Caricato da LucaCmn

MI MANDA RAITRE - 15 Dicembre 2006. Abusato in seminario, perseguito dalla curia. Marco Marchese ha denunciato le violenze subite a 12 anni, il sacerdote colpevole ha patteggiato la pena. Ma la diocesi di Agrigento chiede alla vittima 200 mila euro per i danni d’immagine.




Infine riportiamo un altro documentario avente come tema l'indottrinamento dei bambini in tutte le religioni come un abuso mentale.








Da riflettere.

ps. notare la presenza di chemtrails in questi doumentari.

Etichette:

0 Commenti:

Posta un commento

Link a questo post:

Crea un link

<< Home page