Coldiretti: "Rischio desertificazione per un terzo del territorio"
Fonte: Repubblica.it
ROMA - Oltre un terzo del territorio italiano è a rischio desertificazione. Colpa dei cambiamenti climatici che si stanno manifestando con stravolgimenti stagionali che sono accompagnati sempre più spesso da eventi metereologici estremi.
Ad affermarlo è la Coldiretti in occasione della giornata mondiale della desertificazione promossa dalle Nazioni Unite. Per questa ragione, ha sottolineato Coldiretti, è importante mantenere un'agricoltura capace di salvaguardare la fertilità dei suoli.
Nel complesso a rischio è il 36 per cento del territorio italiano, ma la situazione è ancora più allarmante in regioni come Sardegna e Calabria, dove secondo l'ultimo annuario dei dati ambientali dell'Apat, le zone con sensibilità media o alta alla desertificazione arrivano a circa il cinquanta per cento.I cambiamenti climatici, prosegue Coldiretti, stanno stravolgendo le condizioni di fatto del sistema agricolo. Hanno innanzitutto messo in moto uno spostamaento delle zone tradizionali di coltivazione di colture, come ad esempio è accaduto all'olivo che oramai viene coltivato a ridosso delle Alpi.
Gravi anche i fenomeni della riduzione della riserva idrica, l'aumento dell'erosione in zone collinari e l'anticipo di germogliamento per le piante coltivate. A questo vanno aggiunti anche il maggiore rischio di gelate tardive e le alluvioni in pianura.
In gioco, secondo i dati di Coldiretti, c'è un patrimonio di prodotti che ha superato i 20 miliardi di euro in valore e che registra primati mondiali nei vini, nei prodotti a denominazione di origine e nelle specialità tradizionali.
Sul tema è interventuo anche il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, che nel messaggio inviato al sottosegretario all'Ambiente, Bruno Dettori, ha detto che "la politica deve fornire risposte urgenti" alla emergenza globale rappresentata della desertificazione. "La desertificazione - scrive Bertinotti - rappresenta una delle conseguenze più inquietanti del fenomeno di surriscaldamento del pianeta, cui ha contribuito in misura crescente un'azione umana irresponsabile, che ha finito per colpire soprattutto le regioni del sud del mondo, accrescendone i già drammatici livelli di precarietà, insicurezza alimentare e povertà ". In queste condizioni, ha detto Bertinotti, è necessario anche "il contributo determinante delle iniziative della società civile. Solo operando un cambiamento radicale degli stili di vita e maturando la consapevolezza della necessità di un nuovo rapporto tra uomo e natura, sarà possibile realizzare strategie efficaci di sviluppo sostenibile per la salvaguardia dell'ambiente e di tutti i popoli del pianeta".
Su un piano globale, secondo le Nazioni Unite, sono oltre un miliardo le persone minacciate dalla desertificazione con oltre un milione di profughi che ogni anno sono costretti a fuggire dalle terre divenute invivibili. La regione più interessata è l'Africa, con tre quarti delle terre coltivate che subiscono degrado e desertificazione.

Dal teatrino del grande fratello continuano con la disinformazione accusando i "cambiamenti climatici" e "l'irresponsabile azione umana" per quello che sta accadendo. Continua il martellamento incessante nelle nostre teste com un mantra per far accettare dalla nostra mente che quello che accadrà sarà inevitabile e merito dell'uomo.
Come diceva AMD nello scorso post, questa litania si sta sostituendo come un rosario al messaggio subliminale precedente riguardo l'11 settembre e il terrorismo internazionale.
Stesso metodo, stessi burattini, stessi burattinai.
Prepariamoci a pagare, perché la nostra colpa è solo quella di restare qui a guardare senza muovere un dito.
Etichette: cambiamento climatico, news




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