INFLUENZA DEI POLLI (AVIARIA): COME MUOVERSI TRA SCIENZA, BUGIE E PERPLESSITA'
Le molte comunicazioni contrastanti degli ultimi giorni ci accompagneranno nei prossimi mesi generando insicurezza e paura. Alcune di queste notizie creano notevoli perplessità e non trovano alcun fondamento scientifico.
Suggeriamo di usare spirito critico, analizzare i dati e riflettere con calma. Quando sono in gioco interessi economici miliardari e ingenti commesse di farmaci, la verità non è sempre quella che appare in superficie.
Le molte persone spaventate, che chiedono aiuto e cercano confusamente tra i siti del ministero della salute e le pagine o i siti dei giornali, non possono certo essere rassicurate dalle incongruenze che rilevano.
Per questo cerchiamo di proporre un percorso ragionato che aiuti chiunque ad avere gli strumenti per comprendere, prevenire o curare questa fantomatica epidemia dei polli.
Più avanti, nel paragrafo DATI spieghiamo che la diffusione all'uomo è rara, che anche il temutissimo virus di Ebola si può fermare (quindi anche il virus dell'influenza), e che nessun vaccino esiste al momento: temiamo quindi che il popolo italiano debba fare da sperimentatore per interessi di altri.
Nel paragrafo COMUNICAZIONE PUBBLICA spieghiamo invece come la vaccinazione antinfluenzale potrebbe addirittura favorire, anziché impedire, la pandemia, e che i vaccini o i farmaci proposti fino ad ora sono solo sperimentali. Il dubbio è che si aspetti questa occasione proprio per sperimentare il nuovo vaccino pandemico sui solerti italiani che già lo hanno prenotato anche se non esiste ancora.
Nel paragrafo ALTRE PERPLESSITÀ illustriamo che esiste un conflitto sull'età in cui sarebbe indicata la somministrazione dei vaccini antinfluenzali. Numerosi studi escludono il loro impiego sotto i due anni, mentre il ministero lo caldeggia, e segnaliamo che da pochi mesi le case produttrici americane, in relazione ad una legge a favore della lotta contro il terrorismo, non sono più responsabili penalmente dei danni eventualmente prodotti dai vaccini stessi.
DATI
Il virus H5N1 può passare all'uomo in misura realmente minima. Inoltre, come segnalato in recentissimi lavori scientifici sul NEJM, il passaggio interumano è possibile, ma estremamente limitato.
Anche un lavoro pubblicato nel febbraio 2005 su Emergency Infectious Diseases rileva che nessuno degli infermieri o medici coinvolti nella cura di malati con influenza H5N1 ha avuto passaggio del contagio, anche senza prendere farmaci preventivi.
L'esperienza olandese del 2003 con un altro virus aviario non ha generato pandemie, pur presentandosi con le stesse caratteristiche di questa forma.
Sul recentissimo bollettino dell'OMS, diramato il 16 settembre viene segnalata con precisione l'esistenza di alcuni casi, tutti connessi con il consumo di carni infette e con la vicinanza ai polli, e viene negata, dalle conferme dei test del sangue, la diffusione del virus alle due figlie di un padre morto di H5N1 in luglio.
È bene considerare che quel caso di tre persone decedute per sintomi respiratori sono state diffuse da tutta la stampa agli italiani "sotto gli ombrelloni" come effetto della grave diffusività del virus.
In realtà l'OMS segnala che non è stato quel virus il colpevole della morte. Ma la paura è rimasta.
Sappiamo che i sintomi di questa possibile influenza sono quelli classici di qualsiasi influenza (febbre dolori muscolari, malessere), ma che l'elemento che facilita poi l'evoluzione verso la gravità (polmonite) è legato alla caduta del sistema immunitario (tecnicamente una linfopenia, cioè una netta riduzione del numero di linfociti, particolari globuli bianchi).
Quindi l'elemento di difesa è mantenere elevata la risposta immunologica.
Dovremmo chiederci ad esempio che cosa impedisce ad una minaccia potente come il virus Ebola di uscire dall'Africa e di uccidere tutto il mondo occidentale.
Come già su Eurosalus è stato segnalato da tempo, Ebola si ferma davanti a persone ben nutrite e con i minerali a posto, e quindi con una buona capacità di difesa gestita dal sistema immunitario.
I dubbi sulle vaccinazioni sono poi tantissimi. Allo stato attuale non esiste alcun vaccino per una possibile pandemia da H5N1 (ma il nostro ministro ne ha già prenotati 35 milioni di dosi!!!).
Innanzitutto i virus sono almeno di due tipi (c'è anche l'H9N2), e sono diversi tra di loro.
Gli studi sugli animali confermano che si riesce a ridurre la trasmissione tra gli animali per periodi che vanno da 30 a 40 settimane, ma senza debellare il virus (leggi qui e qui).
Uno studio cui ha partecipato la FDA americana ipotizza un nuovo tipo di vaccino che potrebbe anche valere per tutte le forme influenzali, ma i primissimi concetti (non certo i risultati) sperimentali sono stati pubblicati solo in luglio 2005 e probabilmente questo tipo di vaccino potrebbe essere quello a cui fa riferimento Storace nelle sue comunicazioni.
Si tratterebbe quindi di un vaccino altamente sperimentale, senza alcuna prova sul campo, che verrebbe gentilmente provato (e ben pagato) dagli italiani.
LA COMUNICAZIONE PUBBLICA
Come per la SARS, che alla fine della sua azione ha generato in tutto meno di mille morti nel mondo, cioè circa l'equivalente dei morti da traffico di un solo week-end europeo (vedi bollettino dell'OMS), e che ha però bloccato commercialmente la Cina e il Canada per almeno un anno e mezzo, la comunicazione pubblica rischia di determinare effetti maggiori di quelli correlati al solo aspetto medico.
In questo momento il ministero della Salute, attraverso il proprio sito, fa passare dei messaggi molto particolari. In relazione all'indicazione sulla vaccinazione antinfluenzale, dobbiamo confrontarci con un lavoro scientifico che ne mette in serio dubbio la utilità.
Questo lavoro era stato già ripreso da Eurosalus a gennaio 2005 e segnala il possibile rischio di passaggio dell'H5N1 tra animali vaccinati per altre malattie virali.
Indiscutibilmente quindi la vecchia asserzione che è bene vaccinarsi per l'influenza potrebbe essere tutta da confutare. Esiste sennai un concreto rischio, stando ai lavori scientifici, che la vaccinazione antinfluenzale possa essere uno strumento che facilita il passaggio anziché fermarlo.
Noi non sappiamo dove sia la verità, ma ci sembrerebbe opportuno che il ministro Storace valutasse attenatamente la sua comunicazione pubblica, senza trovare suggerimenti solo dalla parte di chi i vaccini li produce, per via diretta o indiretta.
Inoltre sarebbe utile che venisse seriamente comunicato alla gente che 35 milioni di dosi di vaccino per H5N1 sono solo ipotizzati, e che il vaccino sarebbe a dire poco altamente sperimentale, e per correttezza sarebbe bene che qualcuno ricordasse almeno i possibili danni delle vaccinazioni "normali" per accordarci sui possibili rischi che potrebbero emergere da vaccinazioni nuove e sperimentali.
Sull'uso dei farmaci antivirali, già presentati come possibile soluzione al problema da marzo 2005, ci sono numerosi dubbi.
Non è casuale che gli studi siano contradditori e non definitivi. Uno studio australiano molto preciso, facendo il punto della situazione, segnala che negli ultimi anni la ricerca sugli antivirali si è fermata per motivi economici, e che la comparsa del virus H5N1 (e soprattutto delle sue modalità di comunicazione) ha riattivato gli interessi e le spinte economiche delle case produttrici.
È un dato da tenere presente, soprattutto se pensiamo che i politici rispondono bene a queste proposte anche se in realtà si rivelano poi fallimentari.
L'importante, talora, in fase preelettorale, è solo sostenere chi ti sosterrà! Infatti tra l'aprile 2005, dove nei laboratori della Glaxo si è preparato lo zanamivir, e l'agosto (relazione critica sui farmaci antivirali, in italiano) in cui comunque si evidenziano i limiti di efficacia e di approvvigionamento per questi farmaci, si è arrivati a settembre, dove, seguendo la comunicazione pubblica e la sua drammatizzazione, da 1 milione di dosi per fermare l'avanzata di una possibile pandemia (studi solo teorici) si è passati alla necessità di usare anche 3 milioni di dosi (articolo di Nature, sempre solo teorico/statistico) un solo mese dopo.
Consideriamo sempre che si tratta di stime teoriche, ma che indubbiamente le case farmaceutiche, preoccupate dell'evolversi della situazione potranno però contare già da oggi sui denari offerti per garantirsi la fornitura, e nel tempo conteranno i loro guadagni.
ALTRE PERPLESSITÀ SUI VACCINI
Qualche ulteriore dubbio nasce pensando alla definizione di inutilità dei vaccini antinfluenzali per i bambini inferiori ai due anni, dato presentato da Lancet solo alla fine della precedente campagna di utilizzazione, ma soprattutto dobbiamo ragionare sulla responsabilità delle ditte produttrici.
Di recente infatti il Presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, ha sancito con il Protecting America in the War on Terror Act nel gennaio del 2005, all'interno di un generale rafforzamento dei poteri interni a causa della guerra contro il terrorismo, la non responsabilità dei produttori di vaccini e anche di farmaci.
Infatti per poter richiedere oggi un risarcimento per un danno subito, è necessario documentare una volontà fraudolenta nella ricerca e nella preparazione dei prodotti!
In lingua inglese questo tema è molto ben dibattuto da Sepp Hasslberger, mentre il testo originale del Bill S3 (capitolo 1, sezione 131 B-4-a) è rintracciabile al link http://www.theorator.com/bills109/s3.html.
Vale la pena di chiedersi cosa stia facendo in questo momento il governo degli USA. Producendo vaccini e farmaci per il resto del mondo che è preoccupatissimo, dovrebbe probabilmente essere in cerca di vaccini e di farmaci, ma a sentire quanto detto sull'Asian Times da Mike Davis, esperto e studioso del problema, gli USA sembrano invece molto tranquilli.
Per ricevere informazioni dal ministero della Salute, basta collegarsi ai link che segnaliamo, con le informazioni generali oppure in particolare con le domande sulla vaccinazione antinfluenzale, dove appunto viene detto che a dispetto di quanto segnalato dal ministro
"È disponibile un vaccino contro l'influenza aviaria?"
"No. Al momento attuale non sono disponibili vaccini, per uso umano, contro il ceppo H5N1. L'OMS, con i laboratori facenti parte della rete globale di sorveglianza dell'influenza, sta lavorando per produrre un virus prototipo che costituirà la base per l'allestimento di un vaccino specifico."
Ci si domanda allora perché ne abbiamo ordinate 35 milioni di dosi!
"È utile la vaccinazione antinfluenzale?"
"Sì, La vaccinazione antinfluenzale pur non conferendo una protezione specifica verso il ceppo virale A(H5N1) dell'influenza aviaria è utile in quanto consente di rafforzare comunque le difese del sistema immunitario. I virus influenzali, infatti, possono infettare diverse specie animali oltre all'uomo; pertanto, quando si verifica una coinfezione (infezione sostenuta da due o più ceppi di virus influenzale) nello stesso individuo, possono verificarsi fenomeni di ricombinazione genetica che portano allo sviluppo di nuovi sottotipi virtualmente dotati di potenziale epidemico o pandemico."
Ci si domanda se il ministro ha letto quanto è successo alle tigri infettate dall'H5N1.
Le nostre perplessità, purtroppo, restano tutte al momento senza risposta.
FONTI
http://www.eurosalus.com
APPROFONDIMENTI