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Home arrow Ipotesi arrow HAARP e scopi militari
HAARP e scopi militari Stampa E-mail
14 Set, 2007 at 12:00 AM

 

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La storia ci insegna che le condizioni atmosferiche possono influire pesantemente sull’esito di uno scontro bellico.

Ad esempio, nel 1812 l’esercito di Napoleone viene decimato a causa del “generale inverno”: il 18 giugno 1815 le truppe francesi, nonostante siano in superiorità numerica, vengono sconfitte a Waterloo. Le condizioni atmosferiche avverse hanno avuto il loro peso sull’esito della battaglia. Durante la notte, infatti, aveva piovuto a dirotto e al mattino l’artiglieria francese è stata costretta a ritardare l’avanzata di alcune ore. Ritardo che è risultato fatale.

L'8 settembre 1942 le truppe tedesche isolano la città di Leningrado. L'Armata della Wehrmacht con l'aiuto delle truppe finlandesi provenienti da nord, accerchiano la città, ma Hitler ordina solamente alcuni bombardamenti aerei; la sua intenzione è quella di far crollare la popolazione russa sotto i morsi di fame e freddo, forse anche per la carenza di provviste e combustibile, risparmiando la fanteria per battaglie più importanti come la conquista di Mosca.       La città rimase sotto assedio per ben tre anni, la mobilitazione degli operai nelle fabbriche ed un sistema “fedele alla linea” permise alla Russia di resistere all'accerchiamento tedesco. Ma paradossalmente il maggior nemico di Hitler è il gelo; infatti, nonostante la carenza di viveri e di elettricità, il freddo inverno permette agli operai russi di costruire una strada sul lago ghiacciato di Ladoga, che permette loro di convogliare in città colonne motorizzate, viveri e munizioni, fondamentali per sconfiggere l'offensiva nazista. Dal quel momento la situazione cambia radicalmente, la resistenza si fa sempre più accanita costringendo il nemico a ritirarsi, piegato dalle stesse armi in cui aveva creduto ciecamente.

Nel giugno del 1944, la decisione sulla data cruciale nella quale effettuare lo sbarco in Normandia viene presa in base alle previsioni meteo. Lo sbarco sarebbe dovuto avvenire non appena si sarebbero presentate determinate condizioni atmosferiche e inizialmente si pensa che la data ideale sia la notte del 5 giugno. L’operazione, però, viene spostata di 24 ore seguendo le indicazioni dei servizi meteorologici inglesi e statunitensi.

Sempre durante la seconda guerra mondiale un’altra decisione importante, per la storia e per la vita di migliaia di persone, viene presa in base le condizioni climatiche: quando e su quale città sganciare la bomba atomica. Nell’agosto del 1945 le previsioni dei servizi meteorologici della marina e dell’esercito statunitensi annunciano condizioni meteo ideali dopo il 3 agosto. Tre giorni dopo “Enola Gay” decolla portando con se “Little Boy” senza avere ancora un bersaglio preciso. La città sulla quale sganciare la bomba atomica viene decisa durante il volo dal bollettino meteo: “Kokura: cielo parzialmente coperto; Nagasaki: cielo coperto totalmente; Hiroshima: quasi sereno”. Il 6 agosto 1945 la vita di migliaia di persone è dipesa dalle condizioni climatiche.

E’ facile intuire che se una nazione che possedesse la tecnologia per manipolare le condizioni atmosferiche sul campo di battaglia avrebbe sicuramente un vantaggio strategico eccezionale.

In USA se ne accorti da decenni. Già nel 1957 una commissione consultiva sul controllo climatico ha dichiarato che le modificazioni del clima potrebbero rivelarsi un’arma più imponente della bomba atomica.

- Background: storia del controllo climatico a scopi bellici e dominio militare

Nel corso degli anni sono stati sviluppati diversi i progetti sulla manipolazione e controllo del clima, anche a scopi militari:

Progetto Cirrus (1947)
Central Arizona Project
Progetto Dallas
Progetto Climax
Progetto Cloud Physics
Progetto Flatlands
Progetto Argus (1958)
Progetto Skyfire (anni ‘60)
Progetto Starfish (1962)
Progetto Skywater (1966)
Progetto SCUD
Progetto Thunderstorm
Progetto Rapid (1966-1968)
Progetto Stormfury (1961 to 1983)
Progetto Cloudcatcher (1969-1970)
SPS: Solar Power Satellite Project (1968)
Progetto Popeye (anni ’60 e ‘70)
Global Atmospheric Research Program (GARP)
Saturn V Rocket (1975)
SPS Military Implications (1978)
Orbit Maneuvering System (1981)
Innovative Shuttle Experiments (dal 1985 ad oggi)
Mighty Oaks (1986)
Desert Storm (1991)
Poker Flat Rocket Launch (dal 1968 ad oggi)
High Frequency Active Auroral Research Program, HAARP (dal 1993 ad oggi)

Durante la seconda guerra mondiale il governo USA incarica Langumuir e Sheafer durante il loro lavoro alla GE di effettuare ricerche scientifiche per scopi bellici: generare fumo per occultare al nemico operazioni militari e inibire la formazione del ghiaccio sulle ali dei velivoli. Successivamente si ha un cambio di obiettivo: incoraggiare lo sviluppo del ghiaccio e della pioggia.

Alla fine degli anni ’50 i servizi segreti statunitensi comunicarono di aver scoperto che anche l’Unione sovietica sta conducendo ricerche e sperimentazioni scientifiche nel campo della modificazione climatica. Durante la guerra fredda, alla “corsa agli armamenti” si svolge una corsa parallela segreta: la corsa per il dominio del clima.

Negli anni ’60 la Raytheon System Limited, società fondata nel 1922, perfeziona la costruzione di “Ballistic Missile Early Warning System” (BMEWS), un sistema di allarme immediato per missili balistici. Un ex progettista dei sistemi missilistici Raytheon, l'Ingegner Thomas Farmer, dichiara che le apparecchiature fanno parte di un più ampio progetto militare di modifica climatica. Raytheon è leader mondiale dei sistemi missilistici, radar, satelliti, armi elettromagnetiche, comunicazioni. Attualmente detiene tecnologie e brevetti strettamente correlati ad H.A.A.R.P., oltre a proseguire ricerche climatiche in Antartide tramite “Raytheon Polar Services”.

Nel 1970, Brzezinsky, il consigliere della Sicurezza,  scrive: "La tecnologia renderà disponibile, ai leader delle principali nazioni, tecniche per condurre operazioni di guerra segrete, che richiederanno l'impiego di un esiguo numero di forze di sicurezza [...] Tecniche di modificazione climatica potranno essere impiegate per produrre prolungati periodi di siccità o tempesta". In quello stesso periodo vengono effettuate le prime sperimentazioni di guerra climatica.

Infatti, durante la guerra del Vietnam (1967-1972) e la presidenza Johnson, gli USA elaborano un piano, denominato Moonshine, per illuminare con specchi spaziali il campo di battaglia.  In questo periodo viene anche sperimentato il progetto Popeye, per provocare piogge intense (utilizzando un agente chimico chiamato “Olive Oil”) sul Vietnam del Nord e causare quindi maggiori disagi al nemico, come la distruzione di strade e raccolti. Per anticipare e prolungare il periodo dei monsoni, al fine di ostacolare l'avanzata dei Viet Cong, vengono eseguite ben 2500 missioni aeree di cluods-seeding.
(www.fabiofeminofantascience.org/RETROFUTURE/RETROFUTURE20.html, www.talkinaboutinvolution.org/showControlDocument.php?id_documento=)

Nel marzo del 1971, un articolo di Jack Anderson denuncia operazioni militari segrete nel 1967 al fine di manipolare il clima sul Vietnam durante la guerra.

"Laos operations - Continue as at present plus Pop Eye to reduce the trafficability [sic] along infiltration routes & Authorization requested to implement operational phase of weather modification process previously successful tested and evaluated in some area". (US Senate, Subcommittee on Oceans and International Environment; 26 July 1972; p. 5). 

nytimes

Il 3 luglio 1972, il giornalista Seymour Hers (futro premio Pulitzer) pubblica sulla prima pagina del New York Times un articolo nel quale denuncia operazioni segrete durante la guerra del Vietnam. Tali operazioni, condotte da CIA e Casa Bianca, consistevano nell’irrorazione di sostanze chimiche sulle nubi del Vietnam, della Cambogia e del Laos.

L'operazione Popeye ( conosciuta anche come Operation Intermediary e Operation Compatriot) fu molto vasta. Ha operato dal 20 marzo 1967 al 5 luglio 1972. L'obiettivo era estendere la stagione dei monsoni sul Vietnam del Nord e sugli itinerari di rifornimento dei Vietcong impedendo l'uso di strade e sentieri. Dalla una presentazione fornita dal Dipartimento della Difesa:


Tabella 2. Obiettivo
Aumentare la pioggia in aree attentamente selezionate per impedire al nemico l'uso delle strade attraverso:
(1) Fondi stradali ammorbiditi
(2) Frane lungo le carreggiate
(3) Ripulire gli incroci del fiume
(4) Mantenimento della saturazione del suolo oltre l'estensione del tempo normale.

(US Senate, Subcommittee on Oceans and International Environment; 20 March 1974; p. 89)

La zona iniziale delle attività (Laos e del Vietnam del Nord) viene estesa e ridisegnata per includere zone del Vietnam del Sud e della Cambogia. Il Pentagono ha ammesso che un velivolo C-130 degli Stati Uniti partendo dalla base Udorn Royal Thai Air Force Base (aeronautica tailandese) ha effettuato 2.602 missioni ed ha impiegato 47.409 unità d'irrorzione delle nubi.
(US Senate, Subcommittee on Oceans and International Environment; 20 March 1974; pp. 101-105).

E’ presumibile che l'Operazione Popeye abbia probabilmente contribuito alle catastrofiche inondazioni nel Vietnam del nord, nel 1971 che ha colpito più del 10% del Paese.
Secondo il Pentagono, tra i Paesi da cui decollavano i voli solo il Laos era stato informato delle operazioni mentre la Tailandia era inconsapevole di ospitare l'operazione.
(US Senate, Subcommittee on Oceans and International Environment; 20 March 1974; p. 115).  

Le operazioni di modificazione climatica negli anni ’60 (soprattutto durante la guerra in Vietnam) e i timori negli anni ’70 che modificazioni climatiche catastrofiche intenzionali avrebbero potuto essere utilizzate come arma hanno reso necessario un accordo a livello internazionale che vietasse l’uso di queste tecnologie a scopi bellici.

Il 18 maggio 77 a Ginevra, viene firmato l’accordo ENMOD( Enviromental Modification) durante la “Convenzione multilaterale sulla proibizione delle tecniche di modificazione ambientale per usi militari o comunque ostili”. L’accordo, nato con lo scopo di impedire alle varie nazioni di manipolare il clima per scopi bellici, viene firmato da quarantadue Paesi tra cui Stati Uniti e Unione Sovietica. La convenzione proibisce in termini vaghi le manipolazioni climatiche in grado di provocare “effetti estesi, duraturi o di notevole entità” ed è facilmente raggirabile.

Nel 1996, durante l’amministrazione Clinton, l’Air Force americana lancia un programma di sperimentazioni dal titolo "Il clima come forza moltiplicatrice: possedere il clima entro il 2025", il quale propone nuove risorse e tecnologie aventi lo scopo di assicurare agli Stati Uniti il controllo del clima entro il 2025 e diventare così potenza aerea e spaziale dominante. Si può leggere testualmente:

"Nel 2025 le forze aerospaziali USA potranno avere il controllo del clima se avranno capitalizzato le nuove tecnologie sviluppandole nella chiave delle applicazioni di guerra. [...] Dal miglioramento delle operazioni degli alleati e dall'annullamento di quelle del nemico tramite scenari climatici "su misura", alla completa dominazione globale delle comunicazioni e dello spazio, la modificazione climatica offre a chi combatte una guerra un'ampia gamma di possibili modi per sconfiggere o sottomettere l'avversario".

Il documento descrive come poter creare cambiamenti climatici tra i quali: creazione e modifica di tempeste, creazione di nebbia e nubi, aumento e negazione delle precipitazioni, favoreggiamento della siccità, creazione di fulmini, precipitazioni e tempeste pilotate, incitamento e creazione artificiale dello "space weather".

Secondo il rapporto, il campo di ricerca è limitato a “forme di alterazioni climatiche localizzate e di breve durata”. Sotto richiesta del capo di stato maggiore, la relazione viene stilata da sette ufficiali dell’esercito scegliendo con cura i termini utilizzati in modo tale da rispettare nelle apparenze l’accordo ENMOD.

Il documento suggerisce anche l’utilizzo di nanotecnologie per creare nubi artificiali telecomandabili composte da elementi computerizzati capaci di rimanere sospese nell’aria e di comunicare tra loro, asserendo candidamente che "l’impatto psicologico di simili mezzi può rivelarsi straordinario in numerose situazioni".

Questo rapporto afferma, inoltre, che le radicali modifiche del clima a scopi militari diventeranno parte delle politiche di sicurezza nazionale con applicazioni domestiche ed internazionali.

Irrorazioni di sostanze chimiche nelle nubi sono state effettuate anche durante la guerra in Serbia. Durante le operazioni NATO nei Balcani , sono state avvistate nuvole nere materializzarsi da cieli perfettamente blu, e surreali tuoni e fulmini che hanno terrorizzato la popolazione. Alcuni scienziati hanno trovato che il campo elettromagnetico sopra la Serbia è stato perforato, inducendo i sistemi piovosi ad evitare la regione.

 

 

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- Background: HAARP considerato un'arma militare

Nel 1976 l’Enciclopedia Militare Sovietica espone il rischio che gli Stati Uniti, per via elettromagnetica o per via astronautica, possano modificare il clima dell’Eurasia lacerando lo strato di ozono sopra l’URSS. L’Unione Sovietica si accorda poi con gli USA affinché sia proibito l’uso dei cambiamenti climatici ambientali.

Il 5 febbraio 1998 la sottocommissione "Sicurezza e disarmo" del Parlamento europeo chiede che "un organismo indipendente" valuti "l’impatto sull’ambiente e l’ecologia dello Haarp". Gli USA non partecipano e non inviano alcun loro delegato. La risposta è stata: la commissione non è competente a porre il problema: segreto militare.

Nella relazione sull’ambiente depositata il 14 gennaio 1999 sulla sicurezza e la politica estera della commissione per gli affari esteri, il Parlamento Europeo si dimostra preoccupato per l’utilizzo delle risorse militari (in particolare del sistema HAARP) che arrecano danni irreparabili all’ambiente. In questo documento, il sistema H.A.A.R.P. viene descritto come:

"La commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori: considera il SISTEMA MILITARE USA di manipolazione ionosferica, H.A.A.R.P., con base in Alaska - che è solo una parte dello sviluppo e dell'impiego di armi elettromagnetiche ai fini della sicurezza sia interna che esterna - un esempio della più grave minaccia militare emergente per l'ambiente globale e la salute umana, dato che esso cerca di manipolare a scopi militari la sezione della biosfera altamente sensibile ed energetica, mentre tutte le sue conseguenze non sono chiare." 

Nel 2002, il Parlamento Russo, la Duma, rilascia un documento firmato da 188 deputati nel quale si sostiene che l'esercito statunitense aveva programmato di collaudare le tecniche per intervenire sul clima nel sito in Alaska e in altri due siti:


"I membri delle commissioni riportarono che gli USA avevano deciso di collaudare tre siti del genere. Uno di questi si trova nel territorio adibito ai test militari in Alaska e i test completi avrebbero dovuto cominciare agli inizi del 2003. Il secondo e il terzo si trovano in Groenlandia e in Norvegia."

"Quando questi siti, in Alaska, Groenlandia e Norvegia, diverranno operativi, si creerà una linea chiusa con un potenziale fortissimo in grado di influenzare i mezzi vicini alla terra."

"[H.A.A.R.P. è, ndr] un esperimento su vasta scala, e al di fuori di ogni controllo internazionale, per guastare gli apparecchi di comunicazione installati su mezzi e missili spaziali: un’arma capace di provocare gravi interruzioni sulle reti elettriche, sugli apparecchi di pompaggio degli oleodotti e di provocare danni alla salute mentale di popolazioni di intere regioni."

"Sotto il programma HAARP, gli Stati Uniti stanno creando nuove armi geofisiche integrali, che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza. Il significato di questo salto è comparabile al passaggio dall'arma bianca alle armi da fuoco, o dalle armi convenzionali a quelle nucleari."


Approfondimenti:

H.A.A.R.P.: potenzialità

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- Scie chimiche, H.A.A.R.P. e scopi militari

Il controllo climatico non solo è possibile e già sperimentato, ma può anche essere usato come arma militare e i precedenti non mancano di certo. Non è quindi particolarmente fantasiosa l’idea che il clima di una regione della Terra, piccola ad esempio come quella del Mediterraneo, può essere manipolata al fine di ottenere vantaggi in conflitti bellici. E non è nemmeno fantasioso pensare che tale modificazione possa essere effettuata tramite l’utilizzo di sostanze chimiche irrorate nell’aria per mezzo di aerei militari.

Il primo esperimento sulla modificazione del clima risale al 1946. In quell'occasione un aereo volò all’interno di una nube spargendo ghiaccio secco: dopo pochi minuti piovve. Qualche anno dopo si ottenne lo stesso risultato utilizzando lo ioduro d’argento. Tecnica messa poi a punto da Israele e largamente utilizzata a partire dagli anni '60. Negli Usa, invece, diverse aziende sono specializzate nel controllo degli uragani irrorando al loro interno, attraverso razzi o aerei, sostanze chimiche igroscopiche al fine di assorbire l’acqua e quindi di diminuire la violenza degli uragani. In Cina si combatte la siccità investendo circa 40 milioni di dollari l’anno in tecniche di manipolazione climatica. Pechino ha già annunciato che le Olimpiadi 2008 avverranno sotto il sole. In Russia vengono utilizzate da anni tecniche antinebbia a base di azoto liquido e dal 1995 Mosca ricorre all’inseminazione delle nubi onde evitare la pioggia durante le cerimonie importanti. L’inseminazione consiste nell’irrorare nelle nubi sostanze chimiche a base di azoto liquido attraverso aerei appositamente modificati.

Questo avviene da decenni e i media italiani fingono di accorgersene soltanto oggi (video del TG1). Secondo l'Organizzazione Meteorologica Mondiale, nel 2000 sono stati circa 26 nazioni a condurre esperimenti di alterazione climatica. Tra questi è presente anche l’Italia col ''Progetto pioggia'' della Tecnagro. Modificare localmente il clima è quindi possibile con tecniche già collaudate e consolidate da molti anni.
Esistono centinaia di brevetti riguardanti il controllo climatico. Alcuni di essi si possono facilmente trovare attraverso una ricerca su Google Patents oppure direttamente dal sito ufficiale US Patent. In alcuni di questi brevetti si parla esplicitamente di irrorazione di sostanze chimiche nell’atmosfera citando, tra gli altri, bario e alluminio.

A questo punto ci chiediamo: è possibile modificare il clima per scopi militari? La risposta è affermativa dal momento che questo fu possibile già durante la guerra del Vietnam. Da quaranta anni fa ad oggi, la tecnologia si è notevolmente evoluta e con essa anche le tecniche di controllo climatico per scopi bellici.

Tecniche di manipolazione e controllo climatico che usufruiscono di sostanze chimiche sparse nell’aria mediante aerei cisterna militari. Le stesse sostanze chimiche che servono al sistema H.A.A.R.P. per potenziare le proprie funzionalità.

Dal momento che sia il Parlamento europeo che quello russo hanno denunciato preoccupazione nei confronti del sistema H.A.A.R.P., definendolo un’arma militare molto pericolosa… è ancora possibile credere che il suo unico scopo sia rivolto allo studio e alla ricerca? Non è abbastanza logico ritenere che tali preoccupazioni non siano del tutto infondate?

Il sistema H.A.A.R.P. è volto a modificare il clima terrestre, andando a manipolare addirittura lo spettro elettromagnetico con l'uso di onde ELF (Estreme Low Frequencies). Manipolazioni che possono comportare in natura, come migrazioni di uccelli fuori rotta, e arenamento dei cetacei, i quali si orientano mediante il magnetismo terrestre.

A pagina 19 del brevetto che sta alla base del progetto H.A.A.R.P., "Metodo e strumento per alterare un’area nell’atmosfera, ionosfera e/o magnetosfera", si legge:

"Si suggerisce anche di rilasciare larghe nuvole di bario nella magnetosfera cosi che la foto ionizzazione aumenterà la densità del plasma freddo, in tal modo da produrre una precipitazione di elettroni attraverso un’accresciuta interazione whistler-mode."

Secondo questo brevetto, quindi, il plasma aumenta di densità se entra in contatto col bario.
Come possono essere create delle nuvole artificiali di bario nella magnetosfera? Il metodo più semplice pare sia attraverso l’utilizzo di appositi aerei.

Lo si legge anche nel brevetto Welbash (**), il quale spiega come spargere nell’atmosfera sostanze chimiche quali torio e alluminio utilizzando proprio degli aerei, al fine di riflettere le radiazioni del sole.

Un articolo della Pravda Italia del 27 novembre 2006 recita:
"Sappiamo che i militari statunitensi stanno diffondendo in atmosfera, da anni, per mezzo di velivoli appositi, differenti composti di bario. L'università dell'Alaska ha diffuso il bario nello spazio per studiare le linee del campo magnetico della terra. I militari hanno usato i sali di bario nei cieli di territori nemici, come Libia, Panama, Afghanistan ed Iraq, al fine di cagionare malesseri nella popolazione. Un rapporto recente della base dell'aeronautica di Wright-Patterson conferma che l'aviazione militare sta spruzzando il titanato di bario attraverso tutti gli Stati Uniti ed in Europa per facilitare gli studi avanzati sulle trasmissioni radar (vedi H.A.A.R.P.)." (http://italia.pravda.ru/science/3889-0)

Sostanze come il bario e l’alluminio, quindi, se sparse in grandi quantità e in modo sistematico nell’atmosfera, sono in grado di facilitare le trasmissioni elettromagnetiche di H.A.A.R.P. ottenendo grandi vantaggi sia per quanto riguarda le comunicazioni sia per quanto riguarda il controllo climatico. Quest’ultimo aspetto è proprio l’obiettivo proposto dall’US Air Force nel documento "Un moltiplicatore di forza: possedere il clima entro il 2025".

Non è quindi fantasiosa l’idea che l'aviazione americana sia in grado di manipolare il clima sia a scopo sperimentale sia a scopi militari e segreti. Attraverso H.A.A.R.P. e sostanze chimiche irrorate nell’aria potrebbe addirittura provocare inondazioni, uragani, siccità e terremoti. Non a caso, negli ultimi anni il Dipartimento della Difesa ha destinato elevate somme di denaro allo sviluppo e al perfezionamento di queste tecnologie.

La manipolazione climatica diverrà parte della sicurezza interna e internazionale e sarà sfruttata in maniera unilaterale. Sarà usata a scopi difensivi e offensivi e anche come deterrente. La capacità di generare precipitazioni, nebbia e temporali  e di modificare il clima e di creare “un clima artificiale, fanno parte di quelle tecnologie integrate che possono far aumentare la capacità statunitense, o diminuire quella degli avversari, di ottenere conoscenza, ricchezza e potere globale.”
(Fonte: University of the US Air Force, AF 2025 Final Report, http://www.au.af.mil/au/2025/ ).

In un futuro non troppo lontano… chi possederà il clima avrà il dominio sul mondo.

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