scie chimiche

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05 Set, 2007 at 12:00 AM

Raccolta di articoli sulle scie chimiche.

**Il materiale che segue è stato raccolto grazie alle indicazioni degli utenti. Se volete segnalarci ulteriori materiali di questo tipo non esitate a contattarci.**

Cliccare sulle immagini per leggere meglio gli articoli. 

 

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Liberazione - 3 Giugno 2006 
 

 
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Sardi News - Febbraio 2007 
 

 

Unione Sarda - 28 dicembre 2006, articolo di Walter Falgio 
Un mistero sospeso in cielo: lo strano caso delle scie

Il convegno oristanese smonta le risposte rassicuranti del ministero dell'Ambiente e avanza l'ipotesi Bario - Fenomeno meteorologico o inquinamento chimico? Crescono gli interrogativi sui "reticoli bianchi"

il 13 maggio scorso il cielo sopra Oristano era fasciato da decine di scie aeree. Nord, est, est-nord-est. Da qualunque parte si guardasse, un reticolo di bianche e persistenti tracce filiformi incombeva sulle teste. Dopo un po' quelle che tutti chiamano scie chimiche si trasformavano in una patina candida, un velo che copriva completamente l'azzurro. Le foto esplicite che testimoniano l'evento si trovano su Internet con facilità.

Possibile che da un giorno all'altro le rotte su Cabras, il Sinis e dintorni diventino più trafficate di Fiumicino? E poi, diversamente dalle normali scie di condensazione dei motori a reazione, perché quelle oltre i tetti di Oristano si allargano e stazionano nel cielo per ore? Perché gli aerei che rilasciano queste code non sono identificabili? Anche in questo caso fanno testo le immagini digitali: inquietanti cargo completamente bianchi e senza alcuna insegna disseminano l'atmosfera di strascichi nuvolosi.

Questi sono solo alcuni degli interrogativi che Franco Caddeo, oristanese di 46 anni con il bernoccolo per le scie chimiche, pone da anni attraverso il sito Luogocomune.net e da poco anche nel nuovo Sciesardegna. it: «Il primo comitato italiano di sensibilizzazione su questo fenomeno è nato a Nuoro», dice Caddeo intervenendo a un recente dibattito pubblico organizzato a Cagliari dalla Rete del nuovo Municipio con l'associazione Don Chisciotte, il meetup locale di Beppe Grillo e "Gettiamo le Basi".

Non a caso il gruppo antiscie ha sede nella città barbaricina, dove gli avvistamenti di reticoli bianchi si sprecano, come in buona parte dell'isola, e dove qualche giorno fa il dibattito è stato proposto anche dal gruppo "A manca pro s'indipendentzia".

Ma tornando a quel 13 maggio, Caddeo cerca di capire e di spiegare con dati alla mano. Mostra diapositive con la definizione di "scia di condensa", contrail, distinta da chemtrail, scia chimica. La fonte è l'aviazione americana, Federal aviation administration: «È vapore acqueo immesso nell'atmosfera dagli scarichi caldi di un motore che a contatto con l'aria fredda in quota si condensa in cristalli di ghiaccio. Di norma le scie si formano dagli 8mila metri in su con temperature inferiori ai meno 40 gradi e umidità relativa non inferiore al 70 per cento. Quindi si dissipano al massimo dopo qualche minuto», e non dopo diverse ore.

Appurando la temperatura e l'umidità relativa a Oristano in quel fatidico 13 maggio si scopre invece che a 8-9mila metri i gradi non sono mai scesi sotto i meno 36 e l'umidità relativa non ha mai superato il 33 per cento. Caddeo continua il suo scavo e mostra una mappa delle aerovie commerciali. La carta rivela che la città si trova ai margini di una zona aerea sottoposta a vincolo militare, la R54.

Insomma, che cosa succede da circa un anno e mezzo o forse più nei cieli sardi? La parola ad Alfonso Pecoraro Scanio. Il 15 novembre scorso, rispondendo ad una interrogazione del senatore Gianni Nieddu, il ministro dell'Ambiente scrive: «Dall'esame della letteratura scientifica internazionale e del contenuto dei siti web specialistici, non è possibile confermare l'esistenza delle scie chimiche». Si tratterebbe in realtà di «comuni scie di condensazione che sono durate più a lungo ed hanno assunto forma peculiare per effetto delle condizioni meteo». Il ministro esclude poi che esista in proposito un "caso Sardegna".

Decisamente insoddisfatto dalle risposte ufficiali, Caddeo rivela, sempre documenti alla mano, che negli Stati Uniti sono stati brevettati dei metodi per alterare il clima artificialmente «inseminando le nuvole » con sostanze chimiche. Ad Española, una città del Canada, nel 1998, dopo l'avvistamento delle misteriose scie si sarebbe appurata la presenza nella zona di bario, ossido di alluminio, cristalli di quarzo.

«Il bario», aggiunge Caddeo, «è un ottimo conduttore che potrebbe essere diffuso nell'atmosfera sino a creare una sorta di percorso aereo elettromagnetico ». Sembrano ipotesi fantascientifiche ma sempre nel '98 la Relazione sull'ambiente e la sicurezza dell'europarlamento considerava «il sistema militare Usa di manipolazione ionosferica, Haarp, con base in Alaska, un esempio della più grave minaccia militare emergente per l'ambiente e la salute umana, dato che esso cerca di manipolare a scopi militari la sezione della biosfera altamente sensibile ed energetica».

WALTER FALGIO - l'Unione Sarda - 28 dicembre 2006



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Fonte: Il Gazzettino di Treviso , 22 Marzo 2007.
Erano in molti ieri mattina con gli occhi rivolti al cielo nel Montebellunese e nell'Asolano. Facevano infatti bella mostra di sè quattro anelli che sembravano il risultato di una scia d'aereo. Un aereo che però nessuno ha notato divertirsi in questa particolare esibizione. Ovviamenti c'è stato anche chi ha sostenuto che potevano essere segnali lasciati da qualche oggetto volante misterioso, ma probabilmente potrebbe esserci una spiegazione naturale. Ma la curiosità è rimasta.



Il Gazzettino - 12 settembre 2006
Scie nel cielo, aerei o... sperimentazioni climatiche?

Tutto parte da una curiosità di un nostro lettore: si tratta delle scie bianche che appaiono in cielo. Scie piuttosto strane, anomale, rispetto alle cosidette "scie di condensazione", causate dall'emissione di gas di scarico di un aereo in volo in alta quota e alla loro rapida condensazione in quanto incontra una temperatura esterna molto bassa. Quelle cui si riferisce il nostro lettore sono particolarmente "consistenti" tanto da permanere a lungo tempo nel cielo, e il loro numero sembra essere particolarmente aumentato in questo periodo nel cielo trevigiano. Di che si tratta? Per gli amanti del mistero si tratterebbe delle cosiddette "scie chimiche", per le quali esistono due ipotesi, ambedue suggestive e, ovviamente, tutte da verificare. La prima: è una sperimentazione segreta condotta con velivoli militari per controllare il clima con l'emissione ad alta quota di una miscela di alluminio, bario, calcio, magnesio e titanio. La seconda, più inquietante, fa parte dell'immaginario dei "cospirazionisti" duri e puri(che comunque sposano pure la prima) i quali sostengono che si tratterebbe della dispersione nell'aere di onde elettromagnetiche con cui il Nuovo Ordine Mondiale (una organizzazione segreta potentissima e trasversale) sarebbe in grado di condizionare la vita delle persone,inducendo malesseri a comando su vasta scala. Il bello (o il brutto) è che l'ipotesi della sperimentazione climatica sembrerebbe aver trovato anche qualche conferma nei fenomeni meteorologici di questa estate trevigiana, ad esempio, nell'effluvio migliaia di fulmini, attratti dalla presenza di metalli come appunto alluminio e titanio sul suolo della Marca. In effetti (ne ha dato notizia anche noi) le saette affluiscono qui in numero alquanto superiore rispetto ad altre zone d'Italia, tanto da generare una psicosi (vera, purtroppo) per i fulmini in quel di Morgano. E allora? Allora abbiamo sentito chi per mestiere smaschera bufale e invezioni varie come il Cicap, il Comitato per il controllo delle affermazioni sul paranormale. Per il loro il mistero delle scie non è per niente tale: quelle "anomale" possono essere determinate da particolari combinazioni di temperatura, umidità, ecc. Insomma nessuna cospirazione. Ma l'argomento sembra decisamente avvincente. Provate a cercare su Google: alla voce "scie chimiche" usciranno ben 287mila pagine. Se poi usate il termine inglese "chemtrails" arriviamo a 771mila. E tutte tentano di dare una risposta al mistero...

Davide Nordio


Testo di una lettera pubblicata dal Gazzettino:

TREVISO
Scie luminose
Un problema inquietante


Il problema delle queste scie biancastre che rovinano il cielo praticamente tutti i giorni non è solo circoscritto sulla provincia di Treviso, ma lo si può notare in tutto il Triveneto e non solo.

Scrivo questa mail perchè a mio avviso questo fenomeno non è del tutto normale, ma preoccupa le gente che quotidianamente si vede oscurare il cielo da queste velature biancastre del tutto anomale. Segnalo questo sito dove si parla del problema scie chimiche: www.sciechimiche.org

Lettera firmata


Il Gazzettino - 16 Dicembre 2006
SCIE CHIMICHE
«INQUIETANTI STRISCE BIANCHE NEI CIELI»

Mi chiamo Renzo ed è già da un po' che noto, con una certa preoccupazione, strani aerei che irrorano il cielo della Valbelluna con delle dense scie bianche. Stamattina il fenomeno rasenta la sfacciataggine: basta uscire fuori, accendere il cervello, ruotare il capo verso l'alto e guardare. Si può sapere a chi appartengono quegli aerei bianchi? Che cosa spargono e perchè? Digitando "scie chimiche" su Google si trovano migliaia di pagine che ne parlano ma i giornali sembrano volutamente voler ignorare l'argomento...

Lettera firmata

Gentile lettore, su queste colonne si è parlato di questo fenomeno circa un mese fa, segnalando la stessa sua preoccupazione da parte di altri bellunesi.


 

Il Gazzettino - 27 Gennaio 2007
NEL BELLUNESE
«Cosa contengono le scie chimiche lasciate dagli aerei?»
I giornali sono intrisi di polemiche sull'ampliamento della base americana di Vicenza. Se sia questo il punto o no, non lo so. So soltanto, da mero spettatore, che sto assistendo all'intensificarsi di un fenomeno nei cieli della provincia (Feltrino e Agordino, dalle mie semplici osservazioni), aeroplani senza insegna stanno rilasciando, con cadenza quasi quotidiana, lunghe scie bianche incrociate tra loro o formanti reticoli geometrici. Qualcuno sospetta si tratti di esperimenti (militari?) americani. Una classica sica di condensazione d'aereo si forma in precise condizioni mereorologiche, cioè -40 gradi e umidità relativa superiore al 70\%, inoltre si dissipa entro 20-30 secondi.

Differentemente, le formazioni a "X" o a scacchiera create dai misteriosi velivoli non solo in pochi minuti prendono un'inusuale consistenza ingigantendosi, ma persistono nel cielo fino a formare stratificazioni nuvolose. Non è tutto. Ho osservato spesso e volentieri aerei di linea non rilasciare alcuna scia di condensazione, e aerei "bianchi" rilasciarne, contemporaneamente, ad altitudini meno elevate. Un vero controsenso: allora non sono semplici scie di condensazione, ma irrorazioni volontarie di sostanze misteriose.

Il fenomeno non è nuovo, certo. Si tratta delle poco note "scie chimiche ". Poco note perché nessuno ne parla. Presi come siamo da importantissime questioni come la riforma elettorale, la neve che non arriva, e dispetti tra adolescenti, forse non ci rendiamo conto del quotidiano che abbiamo sotto il naso o, in questo caso, sopra la testa. A cosa servono queste scie ? Sono dannose per la salute (è sempre una forma di inquinamento)? Sono meccanismi di modificazione climatica?

Grazie alla raccolta di documentazione videofotografica daa parte di cittadini preoccupati, un caso su tutti, e a livello nazionale, quello degli abitanti del Feltrino, sono state presentate al Parlamento Italiano due interrogazioni parlamentari cui hano risposto rispettivamente l'ex ministro Martino e il ministro Pecoraro Scanio: secondo loro si tratterebbe di normalissime scie generate dal crescente traffico aereo.

Poi la questione è ripiombata nel silenzio tombale. Sarei d'accordo con i due signori di sopra se si trattasse di scia isolata che si manifestano sporadicamente; inspiegabilmente invece questi aerei (americani?) vanno a spruzzare scie (insisto: tossiche?) le quali formano costruzioni geometriche piuttosto regolari.

I cittadini di un paesino dell'Ontario (Canada) si sono distinti nel 1998 per aver protestato vivacemente contro il fenomeno delle scie chimiche . Raccolsero rampioni di neve sulla quale si erano depositati gli effetti delle scie chimiche , e li sottoposero a rigorose analisi. Scoprirono così che contenevano pericolose concentrazioni di metalli come l'alluminio o di sostanze come il bario; come se non bastasse, si osservò che l'incidenza di malattie respiratorie e di tumori aveva subito un'impennata in conco mitanza con tale fenomeno. I canadesi ottennero l'eliminazione di tali scie su tutto il territorio nazionale, e vinsero la loro battaglia.

Ai lettori del Gazzettino: volgete lo sguardo al cielo sereno, e chiedetevi: cosa stanno facendo? E: chi lo sta facendo?

Fabrizio Soppelsa

Sedico 


Il Gazzettino - 1 Marzo 2007
Petizione con un appello
Le scie bianche in cielo inquietano Le istituzioni diano una spiegazione


I mass media si sono più volte occupati delle "misteriose" scie bianche (chimiche) in cielo. Il 16 dicembre scorso, rispondendo alla sollecitazione di un lettore, spiegavamo appunto che anche in novembre ci eravamo occupati del fenomeno, consapevoli delle legittime preoccupazioni e dei dubbi di tante persone. Ma ora in redazione ci è arrivata una petizione, innervata da 47 firme, di cittadini preoccupati che chiedono alle istituzioni di fare chiarezza una volta per tutte sulla questione. Ci sembra corretto raccogliere questo appello e rilanciarlo, chiedendo a nostra volta che i parlamentari bellunesi da un lato e gli amministratori regionali e provinciali dall'altro si muovano per dare risposte esaurienti.

«Facciamo riferimento - si legge nella petizione che è stata portata in redazione - alle lettere firmate apparse sul Gazzettino il 16 dicembre e il 27 gennaio sul tema delle scie bianche in cielo. Noi firmatari della presente, condividendone pienamente tutte le preoccupazioni, ci rivolgiamo attraverso questo organo di stampa, al Presidente della Regione, della Provincia, della Lega Ambiente, ai Parlamentari Bellunesi affinché ai cittadini bellunesi venga chiarito di cosa si tratta, e siano edotti circa le sostanze che da tempo cadono sulle loro teste e sugli alimenti di cui si cibano. Ricordando che queste zone sono state particolarmente colpite dal disastro di Chernobyl, riteniamo che i cittadini abbiano il diritto di sapere che irrorazioni stanno ora subendo e, soprattutto non si risponda che trattasi di condensa, perché questi fenomeni, in certi momenti, sono così intensi da formare stratificazioni tali da bloccare i raggi del sole». Si tratta di un appello (la lettera con le firme è a disposizione in redazione) con ogni probabilità condiviso da molti dei nostri lettori. Sarebbe opportuno che a fronte di questa presa di posizione ci fosse una risposta adeguata di amministratori e politici che, almeno a parole, dicono di voler essere "vicini alla gente".

Tiziano Graziottin



Il Gazzettino - 15 Marzo 2007
Cresce in città e provincia...

Cresce in città e in provincia la preoccupazione per le scie chimiche, quelle lunghe scie bianche simili a nuvole ed emesse da aerei che, in genere, si presentano senza alcuna sigla di identificazione. Sono ormai più di ottanta i bellunesi che hanno contatto la nostra redazione per esprimere le loro perplessità su un fenomeno che appare sempre più evidente e che quanto più rimane senza risposte tanto più è inquieta. Alle lettere firmate, pubblicate il 16 dicembre e il 27 gennaio, sono seguite le petizioni inviate prima da alcuni residenti nel capoluogo, e poi da cittadini di Agordo.

Tutti si rivolgono alle istituzioni chiedendo chiarezza sulla questione, nella speranza di dissipare dubbi e preoccupazioni. Valeria Sommavilla, promotrice della petizione partita da Belluno, spiega così come è nata la sua iniziativa che ha coinvolto altre 60 persone: «Ho appreso della questione leggendo alcune lettere sul Gazzettino - ha detto -. Ho cominciato a interessarmi all'argomento e, assieme ai miei famigliari, ho deciso di scrivere una petizione destinata al presidente della Regione, al presidente della Provincia, a Lega Ambiente e ai parlamentari bellunesi. Prima di inviarla, mio marito ne ha discusso con alcuni amici e le mie figlie con i loro colleghi. In molti si sono dimostrati interessati al problema e hanno deciso di sottoscrivere il testo. Avremmo potuto coinvolgere anche altre persone, ma ciò che ci premeva era ricevere al più presto delle risposte ai nostri interrogativi».

Nel giardino della signora Sommavilla da diversi anni c'è un frutteto. Curandolo, lo scorso autunno, ha notato uno strano fenomeno che ha accentuato le sue paure sulle misteriose scie bianche lasciate dagli aerei. «Raccogliendo le mele mi sono accorta che erano cosparse da una patina grigiastra. Le ho lavate e ho visto che il pulviscolo aveva sporcato l'acqua.

Inizialmente ho pensato che la polvere potesse essere causata dal passaggio dei treni sulla vicina linea ferroviaria. Poi però ne ho parlato con un conoscente che abita a Sedico e anche lui mi ha detto di aver avuto lo stesso identico problema, ma nel suo caso gli alberi da frutto sono lontani sia dalle strade che dalla ferrovia. Evidentemente l'inquinamento è piovuto dal cielo».

La signora Sommavilla e gli altri sottoscrittori della petizione rimandano al mittente le accuse di essere dei visionari o dei nevrotici. «Le nostre non sono paure irrazionali. Vorremmo semplicemente sapere cosa contengono le scie di questi aerei, perché non si dissolvono nel cielo e di che tipo di velivoli si tratta.

«Non ci si venga però a dire che le scie sono semplice condensa: i fenomeni alle volte sono talmente intensi da formare stratificazioni che schermano i raggi del sole. In passato non si era mai visto nulla del genere».

Andrea Ciprian

 



Il Gazzettino - 15 Marzo 2007
Polveri sottili dal cielo di velivoli senza sigla

Le scie chimiche vengono chiamate così per distinguerle dalle normali scie di condensazione rilasciate dagli aerei. Non si dissolvono nel cielo e schermano i raggi del sole per diverse ore. C'è chi liquida la questione considerandola una leggenda metropolitana, ma sono sempre di più le associazioni ambientaliste, i siti internet e anche i singoli cittadini che si stanno interessando al fenomeno.

Secondo Tom Bosco, direttore di Nexus Italia - una delle riviste che si è occupata in modo specifico della problematica - le scie chimiche sono un interrogativo che non ha ancora ricevuto un'adeguata risposta dalle istituzioni. Una mancanza di chiarezza che contribuisce ad alimentare la preoccupazione della gente. «Le normali scie di condensazione - ha detto - si possono formare solamente a quote superiori agli 8000 metri, a temperature inferiori a 40° e con un'umidità relativa dell'aria di almeno il 70\%. Gli aerei che emettono le cosiddette scie chimiche non espongono alcuna sigla di identificazione e seguono rotte non compatibili con le normali aerovie, tracciando delle figure geometriche simili a triangoli e griglie.

Il passaggio di questi velivoli è praticamente una costante quotidiana e l'effetto più visibile è la modificazione del clima: nelle giornate limpide, in poche ore, riescono a creare una foschia innaturale e agglomerati nuvolosi artificiali. In base a ricerche effettuate in vari paesi sembrerebbe che le sostanze contenute nelle scie siano solfato di alluminio e sali di bario in forma di polveri sottili».

 


Il Messaggero Veneto, 19 febbraio 2007
Scie chimiche, sostegno alla battaglia di Claut

Pordenone - Scie chimiche, sostegno alla battaglia di Claut Al legale sono giunte numerose lettere e mail dopo l'esposto presentato in Procura a Pordenone Lettere, filmati, articoli di stampa. L'esposto presentato dall'avvocato Vitto Claut alla Procura della repubblica di Pordenone, per chiedere accertamenti sul fenomeno delle scie chimiche, ha suscitato curiosità e interesse in molte regioni d'Italia. Nello studio del legale sono arrivate, nei giorni scorsi, lettere e mail da diverse regioni, da parte di persone che da anni si occupano dell'argomento e che stanno combattendo una battaglia per cercare la verità su queste strane presenze. Anche nelle vicine province di Treviso e Venezia sarebbero state avvistate di frequente le scie, ovvero tracce prodotte da aerei cargo militari che depositerebbero sostanze nocive e cancerogene nell'atmosfera e di conseguenza nei terreni. Claut, dopo aver notato questa presenza nei cieli pordenonesi, ha deciso di documentarsi e, trovando studi che avanzano serie perplessità sulle conseguenze che queste emissioni avrebbero sull'ambiente e sulla salute, ha deciso di chiedere l'intervento della magistratura in qualità di presidente del Codacons. L'esposto è naturalmente contro ignoti, ma è correlato a un'alta intensità di traffico aereo nei cieli della provincia, dovuta anche alla presenza di una delle più grandi basi Usaf. L'iniziativa ha quindi attirato l'attenzione di chi già da anni cerca di ottenere il riconoscimento del fenomeno anche in Italia. In Sardegna, per esempio, si è creato addirittura un comitato per la sensibilizzazione della popolazione e delle autorità rispetto al fenomeno, mentre in Sicilia, nella provincia di Enna, si è registrata la stessa presenza. All'avvocato hanno scritto anche insegnanti della capitale che stanno raccogliendo materiale per parlare del rischio a scuola (superiore) e altre persone che in regione stanno promuovendo la raccolta di informazioni e materiali sul fenomeno. "Non mi aspettavo un simile ritorno - commenta Claut -, speriamo di poter portare avanti questo importante tema". Ci sono stati anche parlamentari che si sono interessati del problema. In Sardegna, in seguito alla formazione del comitato, il senatore Gianni Nieddu ha presentato un'interrogazione al ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, che ha risposto che non è possibile confermare l'esistenza delle scie chimiche. Se da una parte, infatti, la preoccupazione delle popolazioni e la richiesta di informazioni crescono, dall'altra il mondo scientifico è diviso sulla natura di queste scie. Alcune associazioni (al momento una di Padova e una di Pisa) stanno anche raccogliendo firme per una petizione da inviare a tutti i principali organismi politici italiani ed europei per chiedere norme urgenti che tutelino i cittadini e impediscano la formazione e dispersione nell'ambiente delle scie chimiche.

Martina Milia

Link  


 

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  Parma Ambiente - Marzo/Aprile 2007

 
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  La Nuova

 
Fonte: comune.casalecchio.bo.it
Desideriamo risposte sulle scie chimiche?

Quando un aereo vola a quote fredde, il vapore acqueo che esce dai motori si condensa in piccole gocce. Quando queste gocce sono prodotte a temperature ancora più rigide, si formano addirittura cristalli di ghiaccio. Ogni volta che ne compare una c’è chi esprime un desiderio prima che scompaia. Però in Italia dal 1999 (dal 1996 negli Stati Uniti e Canada) sono state osservate nei cieli delle strane scie che mostravano qualità differenti dalle normali scie di condensazione degli aerei: le scie chimiche o chemtrails che sono invece scie di sostanze chimiche nebulizzate nell’aria tramite sistemi di irrorazione montati su aeroplani che non appartengono al normale traffi co aereo. Queste sostanze vengono irrorate a diverse altezze. Queste scie compaiono anche in zone dove prima il traffi co aereo era totalmente assente incrociandosi in grandi reticolati o formando delle grandi X. Esiste ormai una vastissima letteratura sull’argomento. È assodato che queste scie diffondono del sottilissimo particolato nell’atmosfera, in particolare sali di bario (le cui caratteristiche igroscopiche tendono a fargli attirare l’umidità presente nell’aria) e solfato di alluminio. In U.S.A. è stata riscontrata la presenza di calcio, magnesio, titanio e altri composti. Di particolare rilievo l’intensa attività durante la primavera e l’estate del 2003, anno di grande siccità. Le implicazioni per la salute pubblica, dovute alla diffusione di questi minuscoli particolati nell’atmosfera, risultano particolarmente preoccupanti.

Intanto contribuiscono a modificare il clima a livello globale, e ciò inizia a manifestarsi in vari modi, infatti i paesi direttamente interessati stanno attraversando periodi di siccità sempre più estesi e preoccupanti. Le tipiche nuvole cumuliformi, cariche di umidità, sono sempre più rare e spesso vengono letteralmente dissolte sul nascere dall’attività di questi aerei, con gravi ripercussioni sulle risorse idriche e, saturando l’ambiente di questi particolati metallici estremamente dannosi per l’ambiente, le coltivazioni, la salute umana e di tutto il vivente. Essere padroni del clima e poter provocare a piacimento siccità è di una potenza incredibile.

Vorremmo sapere: Chi può permettersi di finanziare una così consistente flotta di velivoli e mantenerla in attività? Quale livello di conoscenza dispongono i governi e le autorità dei paesi il cui spazio aereo viene costantemente attraversato da questi voli? Esistono accordi militari o di altro tipo? Perchè i cittadini non ne vengono informati? Perché nel bilancio dei problemi sul clima nessuno ha parlato delle scie chimiche? Ponetevi anche voi qualche domanda su quello che succede sulle nostre teste. Più siamo a porcela più devono esserci delle risposte.

* Spunti da un documento di Nexus Ediz. Italiana a cura di Tom Bosco

Patrizia Tondino
Capogruppo Consigliare Verdi per la Pace

 


 

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EnnaOnLine - Dicembre 2006

 
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  Convivor News - Dicembre 2006